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Venerdì 19 dicembre è stata approvata dalla Giunta del Comune di Milano la delibera  sulla Sharing Economy che abbiamo discusso insieme attraverso una consultazione online e una serie di eventi pubblici. Le linee di indirizzo approvate pongono le basi per far diventare Milano una vera e propria “Sharing City”.

Ringraziamo le oltre 200 persone che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo e della loro attenzione a proporre modifiche al testo in consultazione e a rispondere al questionario online. Il confronto con tutti voi ci ha aiutato a definire meglio il ruolo che il Comune può ricoprire in un contesto in continua evoluzione, in cui è importante permettere a chi innova di sperimentare strumenti e soluzioni.

Il processo di consultazione ha inoltre spinto le imprese leader del settore, associazioni di categoria di varia natura e livello e movimenti a tutela dei consumatori ad entrare in contatto con la Pubblica Amministrazione, inviandoci riflessioni più strutturate sul tema ed offrendosi disponibili per approfondimenti di carattere tecnico. Si tratta di un patrimonio di input e informazioni senza precedenti, in Italia. Il confronto pubblico avviato a Milano costituisce di fatto una anticipazione di quanto si auspica avvenga a breve anche a livello nazionale. Sarà quindi nostra cura valorizzare al meglio il contributo di quanti hanno partecipato a questo processo di policy making collaborativo.

Potete scaricare qui la versione finale delle linee di indirizzo (quella approvata dalla Giunta) e qui un breve documento in cui sono riassunti gli esiti della consultazione pubblica.

La definizione di ”sharing economy” e “iniziative di sharing economy” utilizzata nelle linee di indirizzo sottoposte a consultazione pubblica viene sostanzialmente validata.

È interessante notare come nella stragrande maggioranza dei commenti pervenuti vengano sottolineate le implicazioni e ricadute sociali di queste pratiche. Oltre alla dimensione economica (beni che ampliano e valicano la loro naturale funzione di oggetti per divenire “servizi” in un mutato ed evoluto concetto di business, passaggio dal possesso all’accesso, potenziali risparmi e maggiori introiti derivanti da un utilizzo più efficiente di risorse sotto utilizzate) e a quella ambientale (riduzione dei consumi e sprechi, consumi più consapevoli, promozione di comportamenti sostenibili), il valor aggiunto percepito di queste pratiche deriva dagli impatti positivi che possono avere sulla società.

Per i milanesi, condividere beni e servizi sembra avere ancor più senso nella misura in cui si generano nuove reti e relazioni, fiducia, legami di comunità e senso di appartenenza.

Per quanto riguarda la promozione e la regolamentazione di questo fenomeno, se un largo consenso si è registrato per quanto riguarda le forme di sostegno all’economia collaborativa, per quanto riguarda la sua regolamentazione, il consiglio è invece quello di procedere con estrema cautela.  I partecipanti alla consultazione che si sono espressi sul tema ritengono infatti che in questa fase sia più importante lasciare spazio alle forme di innovazione e sperimentazione, monitorarne gli effetti e gli impatti, per meglio comprenderle. Solo a valle di questo primo ciclo di osservazione possono avere senso forme di regolamentazione. Più che una azione sul fronte degli “operatori”, viene riconosciuto all’Amministrazione Comunale un forte ruolo nell’aiutare e tutelare i cittadini che contribuiscono alla produzione e al consumo dei servizi collaborativi, proprio per evitare che operino in aree grigie ai confini della legalità.

Per promuovere la sharing economy l’Amministrazione Comunale dovrebbe, secondo i partecipanti alla consultazione, preoccuparsi principalmente di chiarire contesti legislativi e regole di riferimento dei principali servizi collaborativi.  I chiarimenti principali di cui emerge l’esigenza sono relativi soprattutto a sicurezza e forme di tassazione. In questo senso, oltre alla redazione di linee guida, sono considerati utili degli strumenti in grado di semplificare alcuni passaggi burocratici e favorire la trasparenza delle transazioni economiche e degli obblighi derivanti dai contraenti.

I cittadini attivamente coinvolti nella sharing economy (perché mettono a disposizione propri beni, competenze e servizi), sembrano quindi richiedere un sostegno da parte della pubblica amministrazione per essere sicuri di “essere in regola” o per arrivare facilmente ad esserlo.

Sulla scorta di questi indicazioni, da oggi, i nostri sforzi su questi fronti saranno orientati a fare in modo che i servizi collaborativi possano entrare sempre di più nelle abitudini dei milanesi, contribuendo a generare fiducia, costruire comunità e rendere la nostra città più aperta, accogliente e solidale.  Anche in occasione dei tanti grandi eventi che Milano ospiterà nel 2015.

 Download:

Delibera Sharing Economy

Documento Milano Sharing City (versione sottoposta consultazione) 

Documento Milano Sharing City (versione approvata dalla giunta) 

Esiti della consultazione pubblica

Esiti dell'avviso pubblico per la costituzione della rete di attori locali della Sharing Economy: elenco degli Operatori ed Esperti

Qui sotto, i materiali del primo incontro della rete degli attori locali della Sharing Economy (svoltosi il 6 Luglio 2015 presso Expo Gate a Milano):

    •    Casa della Collaborazione
    •    Il network della sharing economy
    •    Iniziative Comune Milano_SharingEconomy

 

  




Questa sezione del sito raccoglierà riflessioni, documentazioni, interviste e pubblicazioni sul tema della Sharing Economy.
L'obiettivo è quello di dedicare uno spazio di approfondimenti ad un tema sempre più dirompente nella scena economica internazionale anche grazie all'esplosione delle tecnologie dell'informazione.

Di seguito trovate un link ad un articolo che il settimanale "The Economist" ha dedicato al tema Sharing Economy - All eyes on the sharing economy.

Consulta anche la sezione dedicata a sharExpo