opencare banner 

 

 

Per la maggior parte della storia dell’umanità i servizi di cura – che oggi chiamiamo assistenza sociale e sanitaria – sono stati forniti dalla comunità: i membri della famiglia, gli amici, i vicini di casa si sono preoccupati che gli altri membri della collettività stessero bene e spesso si sono anche occupati dei figli o degli anziani degli altri, talvolta somministrando anche semplici cure mediche. A partire dalla seconda metà del Novecento, nei paesi sviluppati abbiamo assistito a un cambiamento verso nuovi modelli nei quali coloro che forniscono le cure socio-sanitarie per la comunità sono dei professionisti che lavorano per i governi e per privati. 

Questo nuovo modello ha raggiunto livelli eccellenti, grazie allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e tecnologiche. Dagli ultimi venti anni, però, siamo di fronte a una sollecitazione crescente: la richiesta di servizi di cura professionali (di tipo medico, sociale, di assistenza per bambini, anziani, ecc.) appare illimitata, ma le risorse dedicate a questi servizi non lo sono. Inoltre, ogni tentativo di razionalizzare il sistema e ottenere una maggiore produttività in questo campo sembra degradare le persone che hanno bisogno di assistenza, facendole sentire come merci in processo produttivo.

 

E se riuscissimo a trovare un sistema che combini lo stato più avanzato della ricerca scientifica e tecnologica, i servizi forniti dai privati con i costi ridotti e la sensibilità che deriva dalle cure fornite dalla comunità stessa? 

Questo è l’intento di Open Care, il nuovo progetto finanziato dalla Commissione Europea (Horizon 2020) che a partire da quest’anno cercherà di dare risposta ai bisogni specifici del singolo cittadino, coordinando il lavoro di comunità innovative e variegate (hacker, artisti, attivisti, designer, tra gli altri) che saranno impegnate nel disegnare e prototipare nuovi strumenti dedicati alla cura, attraverso:

  •   la raccolta di esperienze su servizi di cura dal basso, che partono dalle comunità;
  •  la validazione di esse attraverso la discussione online e offline;
  •   l’uso della fabbricazione digitale e delle tecnologie open hardware e low cost per dare risposte concrete e centrate sulla persona;
  •   la combinazione dei dati raccolti per la prototipazione della prossima generazione di servizi di cura dal basso.

  

 

Il primo ciclo di progetto sarà articolato nelle seguenti fasi:

INCONTRI CON I CITTADINI

WORKSHOP

ATTIVITA' DI CO-DESIGN

FASE DI PROTOTIPAZIONE

 

Comune di Milano  partecipa al progetto insieme ad una rete di partner nazionali e internazionali:

 WeMake | Edgeryders | ScimPulse Foundation | The Stockholm School of Economics | Université de Bordeaux

 

Vuoi partecipare anche tu?

Iscriviti sulla piattaforma  e prendi parte alle discussioni, per maggiori informazioni scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.